SLOW SUD

Il bello e il buono made in Campania
venerdì, 18 dicembre 2009

ATTUALITA’. COPENAGHEN: RIFLESSIONI SU CLIMA E AGRICOLTURA BIOLOGICA

(AGO PRESS) L’Aiab, l’Associazione italiana per l’agricoltura biologica,  segnala che per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici è indispensabile concentrarsi sull’agricoltura biologica.
Il biologico, precisa l’Aiab, rappresenta oggi una risposta concreta rispetto alle politiche di mitigazione e adattamento, poiché è basato su quelle pratiche che si richiede di applicare a tutti i sistemi agricoli. L’agricoltura biologica contribuisce alla riduzione delle emissioni attraverso una maggiore capacità di sequestro di Co2 nei suoli, poiché è basata sulla fertilità del suolo e sulla produzione di humus, che richiede carbonio. La riduzione degli input esterni porta a una notevole riduzione delle emissioni di N2O e ad un minore consumo di energia dovuto al divieto di utilizzare fertilizzanti chimici. Le emissioni di N2O e di CH4 sono ridotte anche dal divieto di bruciare biomasse.
Un’agricoltura biologica che si fonda sul miglioramento della fertilità del suolo e sulla diversità biologica all’interno dell’azienda agricola, e che basa la propria capacità innovativa sull’esperienza personale, sulla capacità di osservazione e di intuizione e sulle conoscenze tradizionali ha una resilienza (cioè una capacità di adattamento)  maggiore alla carenza di risorse idriche e alla presenza di eventi atmosferici estremi quali siccità e alluvioni, rispetto al modello agricolo industriale.
La differenziazione produttiva, la diminuzione di input esterni e la multifunzionalità permettono una maggiore stabilità economica. Tali priorità sono tipiche di un modello di produzione biologico che rimette al centro delle decisioni aziendali il produttore/contadino come gestore del territorio, restituendo un ruolo decisionale alle comunità locali che individuano in questo metodo il modello agro-ecologico volto a garantire il proprio diritto ad esercitare il controllo sulle proprie risorse.
Questo modello è inoltre capace di indirizzare in senso ecologico i comportamenti degli operatori e dei cittadini e, in particolare, il loro approccio al metodo di produzione e al consumo. L’agricoltura biologica è in grado di promuovere una dieta legata alla stagionalità dei prodotti locali e al consumo di prodotti meno trasformati e confezionati che permette di limitare le emissioni durante tutta la filiera. In questo senso, nonostante sia importante osservare che i prodotti vegetali quali cereali, patate, legumi e oli, richiedono circa un settimo degli input necessari a produrre carne per la stessa quantità di calorie, bisogna considerare che le produzioni vegetali trasportate per via aerea, surgelate e coltivate in serre artificialmente riscaldate possono avere un impatto ambientale maggiore rispetto alla carne prodotta localmente secondo il metodo di produzione biologica.
In Europa questo modello, che ha un alto potenziale nel generare sinergie tra le strategie di mitigazione e adattamento, è rappresentato principalmente dalle aziende familiari a conduzione biologica, altamente presente anche nelle campagne italiane. La scomparsa di queste aziende, soprattutto nelle aree marginali, rappresenta la perdita di una fondamentale opportunità di ridurre il debito del nostro Paese rispetto agli impegni internazionali sui cambiamenti climatici.
L’Aiab chiede di inserire l’agricoltura nell’accordo di Copenaghen. L’inserimento dell’agricoltura nell’accordo post-2012, precisa, può quindi rappresentare una grande opportunità per il modello agricolo italiano basato sull’azienda familiare. In questo senso è particolarmente importante che si sostenga questo modello di produzione biologica familiare e non un semplice “biologico di sostituzione” che sebbene risponda ai regolamenti europei, non promuove l’applicazione di quelle tecniche che portano alla mitigazione e all’adattamento dei cambiamenti climatici. Le politiche sulla mitigazione e sull’adattamento devono dunque interferire con le politiche agricole e favorire i modelli di produzione che abbiano un reale effetto sulla riduzione dei gas di serra e nello stesso tempo sullo sviluppo rurale.
Grandi sono dunque le potenzialità dell’Italia, attraverso la promozione del biologico come modello di sviluppo rurale, di ridurre il debito ambientale del nostro Paese rispetto alle emissioni di gas serra, producendo al contempo nuovo reddito e nuova occupazione, in particolare nel settore agricolo.
(Anna Longobardi)
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categoria: ambiente, agroalimentare


giovedì, 17 dicembre 2009

IL POMODORINO DEL PIENNOLO OTTIENE LA DOP EUROPEA

(AGO PRESS)  E’ stato pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale Europea il riconoscimento della denominazione di origine protetta “Pomodorino del Piennolo del Vesuvio”.  Arriva così a conclusione il lungo iter di registrazine del marchio, iniziato nel 2003 con la presentazione dell'istanza al ministero delle Politiche Agricole e Forestali da parte del comitato promotore.
La Dop “Pomodorino del Piennolo del Vesuvio” va ad aggiungersi alle oltre 180 specialità agroalimentari italiane che hanno avuto finora il riconoscimento Dop o Igp da parte della Ue. La Campania, con 17 denominazioni protette, è la prima regione del Mezzogiorno per numero di prodotti tutelati.
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categoria: agroalimentare


venerdì, 11 dicembre 2009

SPECIALE. IN PUGLIA, ANDANDO PER FRANTOI

olive(AGO PRESS) Domenica pomeriggio di inizio novembre, la SS 89 nella direzione del mare che attraversa  la verdeggiante collina ricoperta di uliveti è un meraviglioso preludio visivo alle sensazioni olfattive varcata la soglia del frantoio dell’Antica Azienda Agricola Ricucci sita a Rodi Garganico (in provincia di Foggia).
All’esterno i membri della famiglia Ricucci assieme agli operai indaffarati sul muletto a trasportare i cassoni di olive della qualità ‘frantoio’ nota come ‘ogliarola garganica’ verso le macchine per la molatura; all’interno il profumo inebriante delle olive appena frante. Di quel profumo intenso e fragrante il visitatore è così inebriato da esitare ad andarsene. L’idea temporanea di racchiuderne un po’ in un barattolo per riportare l’odore di Puglia a casa lascia il posto all’opzione più concreta di una bottiglia di pregevole olio biologico pugliese appena franto. Una bottiglia di olio ancora verde che racchiude in sé la poesia e il gusto dell’antico, ora riposta nella dispensa della cucina in attesa di troneggiare in qualità di ‘regina della tavola’.
Il titolare dell’Antica Azienda Agricola Ricucci, l’avvocato Alfredo Riccucci racconta la via dello slow attraverso i prodotti della sua azienda: olio, agrumi e loro derivati, descrivendola come la strada verso la riscoperta del gusto ‘antico’, dei sapori dimenticati che ci conducono immediatamente alla natura, alla lavorazione del terreno e alla coltivazione della pianta e alla lavorazione del terreno senza additivi chimici. Gusto ma anche sapienza e amore per la terra, come quella dell’anziano signor Giuseppe che ogni giorno nei mesi di ottobre e novembre si sofferma davanti ad una delle piante d’ulivo indicandola come la prescelta per la raccolta di quel giorno perché “ha raggiunto il grado di maturazione giusto per sistemare il sapore dell’olio”.
frantoioIl risultato di questo connubio di moderna tecnologia e di rispetto della tradizione è l’olio extravergine d’oliva D.O.P Dauno Gargano biologico, di un fruttato leggero, con un’acidità media (fino a 0,4), di un gusto gradevole che ne fa un prodotto immediatamente bevibile. Cosa prevede il ciclo di produzione dell’olio prima che esso possa trionfare sulla tavola italiana? Innanzitutto la raccolta, che avviene con i mezzi meccanici: dall’abbacchiatore allo scuotitore, sistemi moderni che consentono una raccolta rapida di un maggior numero di olive e una migliore lavorazione del prodotto. Le olive raccolte poste in cassoni vengono trasportate al frantoio, per poi essere molite nell’arco di 12 ore. La frangitura, la rottura delle olive, avviene con la molazza in granito, ed è seguita dal passaggio nelle vasche per la gramolatura per la rimescola tura della pasta, dal passaggio nel decanter e infine nel separatore, che separa l’acqua dall’olio. La produzione avviene a freddo per meglio preservare le caratteristiche organolettiche dell’olio.
E si sente…all’aperitivo serale versando l’olio sul pane caldo rodiano grigliato in forno che ne esalta il profumo riportandoci al gusto Slow della Puglia, alla collina ricoperta di uliveti a Rodi Garganico, al frantoio, alla fragranza dell’olio appena franto.
(testo e foto di Phyllis De Stavola)
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categoria: turismo, territorio, olio, agroalimentare


mercoledì, 09 dicembre 2009

MARCHIO DI TUTELA EUROPEO PER LA PIZZA NAPOLETANA

(AGO PRESS) La pizza napoletana ha ottenuto il marchio europeo Stg di "specialità tradizionale garantita". Lo ha deciso oggi a Bruxelles il Comitato europeo per le indicazioni geografiche, accogliendo la domanda presentata nel 2005 dalle associazioni "Verace Pizza Napoletana" e "Pizzaioli Napoletani”. Lo storico traguardo sarà festeggiato il 4 gennaio a Napoli, alla presenza del ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia.
Ma quali sono le caratteristiche tipiche della pizza napoletana Stg? Sono legate ai tempi e alle modalità del processo di lavorazione. Alla qualità delle materie prime. All'abilità e all'esperienza del pizzaiolo. Alle tecniche di impasto e lievitazione per la preparazione dei panetti. Alle particolarità del forno e alle caratteristiche della cottura, rigorosamente a legna.
Bandito il matterello, è il pizzaiolo, con la pressione delle mani, a dare la classica forma a disco e ad eliminare l’aria dalle alveolature dell’impasto. Spostando la pasta dal centro verso la periferia del disco, il pizzaiolo costruisce il cornicione rialzato che evita la fuoriuscita degli ingredienti della farcitura: il pomodoro su cui è amalgato l’olio – esclusivamente extra vergine d’oliva -, la mozzarella – quella di bufala campana Dop o mozzarella Stg -, l’origano, l’aglio, e il basilico. La nascita della pizza napoletana può essere fatta risalire tra il 1715 ed il 1725. Se ne fa menzione per la prima volta in un trattato dell'oritano Vincenzo Corrado, cuoco generale del principe Emanuele di Francavilla, sui cibi più comunemente utilizzati a Napoli. Fino a metà del Novecento il prodotto era un’esclusiva di Napoli e delle sue pizzerie, frequentate persino dallo stesso re di Napoli, Ferdinando di Borbone. Nel tempo le pizzerie sono nate in tutte le città d’Italia e anche all’estero, ma ognuna di queste, se sorta in una città diversa da Napoli, ha sempre legato la sua stessa esistenza alla dizione “pizzeria napoletana” o, in alternativa, utilizzando un termine che potesse rievocare in qualche modo il suo legame con Napoli.

(Andrea Rotoli)

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categoria: gusto, agroalimentare


giovedì, 03 dicembre 2009

SECONDA EDIZIONE DI “TERRA MADRE CAMPANIA”

(AGO PRESS) Dal 4 al 6 dicembre la Mostra d’Oltremare a Napoli ospita la seconda edizione di “Terra Madre Campania”, una delle appendici territoriali di “Terra Madre”, evento mondiale in programma ogni due anni a Torino, in concomitanza con il Salone del Gusto. L’appuntamento rientra nell’ambito di “Terra Felix” ed è teso a rafforzare la rete dei piccoli produttori della regione Campania. “Il nostro intento – spiega Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Campania –, è di mettere in vetrina le eccellenze alimentari più indicative della regione, spesso confinate in aree marginali, ma di grande pregio paesaggistico e ambientale, autentici serbatoi di biodiversità”. A Terra Madre Campania parteciperanno oltre 70 produttori in rappresentanza di 13 presìdi e una trentina di comunità del cibo provenienti da ogni angolo della regione, dal Matese al Cilento, dal Sannio all’Irpinia, dal Vesuvio ai Campi Flegrei, per raccontare, ancora prima che per promuovere, un lavoro quotidiano fatto di passione, rispetto delle tradizioni e pratiche eco-sostenibili.
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categoria: territorio, agroalimentare


venerdì, 27 novembre 2009

SAGRA DEL FAGIOLO DI CONTRONE

(AGO PRESS) Domani e domenica la cittadina di Controne, alle pendici dei monti Alburni, nel salernitano, ospita una sagra dedicata al tipico fagiolo di questa zona. Il fagiolo di Controne, infatti, è conosciuto e apprezzato da molti chef per la sua buona tenuta alla cottura. Ma è altrettanto famoso dagli appassionati per la sua notevole digeribilità, conferitagli da una buccia molto sottile, quasi impalpabile. Il suo colore bianco e le dimensioni ridotte lo rendono un ingrediente ideale per molti piatti. La manifestazione lo propone in abbinamento alla pasta, con la scarola, distesi sui tozzetti (una piccola fresella) con olio d'oliva e per finire con la salsiccia. Da molti anni l'amministrazione comunale in collaborazione con l'assessorato all'Agricoltura della Regione Campania, conducono una battaglia per il riconoscimento  del marchio Igp, indicazione geografica protetta, per garantirne l'autenticità e la sua origine. Anche l'associazione Slow Food ha inserito questa specialità nell'elenco dei cento prodotti italiani da tutelare, a dimostrazione delle caratteristiche uniche di questa leguminosa.
Piccoli tesori e grandi sapori, per un fine settimana all'insegna del gusto e della natura.
(Alberto Attardi)
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categoria: agroalimentare


martedì, 03 novembre 2009

RICOTTA DI BUFALA CAMPANA VERSO LA DOP

Il ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Luca Zaia, ha annunciato che la domanda di riconoscimento Dop, denominazione di origine protetta, della ricotta di bufala campana ha trovato accoglimento ed è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Europea (serie C 260/43). Da oggi gli altri paesi membri dell'Unione Europea hanno sei mesi di tempo per manifestare il loro dissenso, in alternativa allo scadere del tempo previsto, la ricotta di bufala campana sarà iscritta ufficialmente nel registro europeo. Formaggi, i nostri, conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, anche se spesso i produttori sono vittime dei tanti falsi che disonorano la qualità e l'immagine del made in Italy agroalimentare. La forza di un prodotto alimentare è nei tantissimi fattori che determinano la sua qualità, questi non possono essere imitati perchè caratteristici solo di alcune zone e non di altre, basta pensare al clima o alle materie prime come il latte per i formaggi o l'uva per il vino. Come aggiunge anche il ministro Zaia quando dichiara che “La tipicità e l'eccellenza di questo prodotto sta anche nel suo legame con i territori e con gli agricoltori che sono i custodi della lavorazione della Ricotta di Bufala Campana, il fattore umano diventa quindi indispensabile per mantenere solido questo legame ed attraverso esso ottenere un prodotto unico”. C'è un legame unico e non riproducibile che rappresenta la storia dei nostri territori e il lavoro di chi produce i nostri prodotti, questo è un tassello importante della storia e della cultura italiana. E si sa, noi occupiamo un posto di primissimo livello nel settore agroalimentare di tutto il mondo. Nel caso specifico della ricotta di bufala campana le sue qualità organolettiche, e di gusto, sono uniche e irriproducibili. Questo è un esempio perfetto di un rapporto col territorio, che offre materie prime inimitabili, e dei suoi lavoratori, che con maestria riescono ad estrarre dal latte di bufala un siero dolce, che conferisce alla ricotta campana, il suo originale sapore.

(Alberto Attardi) 

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categoria: formaggio, agroalimentare


mercoledì, 28 ottobre 2009

A CASERTA C'E' CACIO & VINO

Proseguono gli eventi al Fiat Cafè di Caserta, in viale Carlo III 20. Il prossimo si svolge domani, 29 ottobre con inizio alle ore 15 e quaranta ed ha una label accattivante: Cacio & Vino.
L’evento si articola in tre parti. La prima consiste nella degustazione guidata di tre formaggi Dop: l’Asiago, la mozzarella di bufala campana ed il Parmigiano Reggiano.
A compimento di questa prima parte la chef Rosanna Marziale del ristorante Le Colonne delizierà i presenti con una sua originale preparazione nella quale adopera uno o più dei formaggi degustati.
La seconda parte consiste in breve talk-show sullo stato della ristorazione in provincia di Caserta. Saranno premiate due realtà di eccellenza sul territorio.
La terza parte si articola nella degustazione guidata dei vini del territorio con eccellente rapporto qualità prezzo. Guida la degustazione l’enologo Vincenzo Mercurio. A seguire banchi di assaggio di questi vini. La partecipazione all’evento è gratuita fino ad esaurimento posti.E’ gradita la prenotazione a: eventi@gruppopalmesano.it
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categoria: formaggio, vino, gusto, agroalimentare


martedì, 27 ottobre 2009

AGROALIMENTARE. FILIERA CORTA PER VINCERE SUI PREZZI

L'ultimo rapporto della società di studi economici Nomisma dal titolo “La filiera agroalimentare tra successi, aspettative e nuove mitologie” ha evidenziato cha per ogni 100 euro di spesa alimentare solo 3 euro vanno al comparto della filiera (imprese agricole, industriali e di distribuzione) il resto si “perde”  fra tasse e costi vari (lavoro e trasporto). Il documento sarà presentato domani, nella sala capitolare del Senato della Repubblica a Roma dalla Ancd, associazione nazionale fra cooperative dettaglianti e dalla Conad.
E' da molti anni che in Italia si dibatte delle problematiche relative alla eccessiva lunghezza delle catene di merci, soprattutto dei beni di primi necessità. Tutti ricordano gli anni scorsi, come periodi di altissima inflazione, per effetto congiunto dell'entrata in vigore della moneta unica europea e dei limiti strutturali della nostra economia reale.
Nel caso specifico dell'agroalimentare parliamo di un settore che conta 1,7 milioni di imprese, 71mila imprese che lavorano nel settore dell'industria alimentare di trasformazione, 43mila distributori all'ingrosso, 152mila attività nel commercio al dettaglio specializzato più 57mila in quello non specializzato (negozi con prodotti misti fra alimentari e altro) e infine 226 mila fra ristoranti, bar, mense e imprese per servizi di catering. 
Osservando la formazione degli utili nel settore, si scopre che su 100 euro, 38 rappresentano il costo del lavoro, 16 sono i costi finanziari, 12 fra tasse dirette e indirette e per ultimo 27 euro sono i costi fissi (macchinari, energia, utenze,) più marketing e trasporti.
Questi dati, da soli, sono la migliore sintesi dei problemi del sistema Italia. Procediamo in ordine analizzando le varie voci.
Costo del lavoro, trentotto per cento. Sono quasi due legislature che si discute su come ridurre le tasse sul lavoro, sono un fardello per le imprese e impoveriscono la busta paga dei lavoratori, già esigua.
Sedici per cento il costo delle operazioni finanziare. Le difficoltà di accesso al credito, acuite dall'attuale crisi economica, e i tassi di interesse molto alti sui prestiti sono spesso motivi di carenza di liquidità e cattiva esposizione sul mercato finanziario per le nostre imprese.
Dodici per cento di tasse. La tassazione in Italia è alta, ma non così alta come si pensa, certo una riduzione del carico fiscale aiuterebbe tutti, produttori e consumatori.
Ventisette per cento costi fissi e trasporti. Tematica che ritorna mote volte nei dibattiti pubblici, evidenziando una pessima gestione delle infrastrutture per mobilità, fra strade e ferrovie.
In fondo oltre allo scandalo per lavoratori e pensionati che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese  e per i produttori agricoli che hanno guadagni bassissimi, scoraggiando così anche la possibilità per essi di incrementare una agricoltura di qualità, la ricerca della Nomisma può essere anche una base programmatica per riforme che il nostro paese aspetta da tempo.
Sarebbe ora che la politica aprisse gli occhi e iniziasse un cammino serio nella riorganizzazione di tanti settori al fine di migliorare la vita di tutti noi.
(Alberto Attardi)
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categoria: ambiente, agroalimentare


venerdì, 16 ottobre 2009

A SORRENTO “LA PROVINCIA IN VETRINA”

Tappa a Sorrento da sabato 17 ottobre fino a domenica, del roadshow “la provincia in vetrina” realizzato dalla Camera di commercio partenopea su iniziativa dell’Ascom-Confcommercio della provincia di Napoli.
Un fine settimana di mostre mercato a piazza Angelina Lauro ma anche di spettacoli e occasioni per visitare gli antichi palazzi che ospitano mostre d’arte e happening culturali durante i giorni della manifestazione.
La tappa in penisola è coordinata dall’Ascom di Sorrento guidata da Francesco Parisi che ha messo a punto un calendario di iniziative itineranti per il lungo week end dedicato ai prodotti tipici, alla gastronomia locale ma anche all’artigianato e alle tradizioni musicali.
Venti stand di degustazione, ma anche di esposizione di artigianato sorrentino e di gastronomia locale. Tra gli espositori, anche la Fondazione Sorrento, la lega navale e l’istituto d’arte.
Durante i giorni della manifestazione, la banda “Piedigrotta sorrentina”, animerà le strade e le piazze della cittadina.
Il roadshow di Confcommercio prevede cinque appuntamenti fino al 15 novembre. Dopo il taglio del nastro a Casoria e il fine settimana scorso a Forio d’Ischia, la “vetrina” si accenderà a novembre a Marano e Acerra.
 
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categoria: cultura, enogastronomia, agroalimentare


venerdì, 16 ottobre 2009

A BARBARESCO, MATRIMONIO TRA “ORI BIANCHI”: MOZZARELLA E TARTUFO

Tartufo bianco e mozzarella di bufala campana dop, due prodotti italiani conosciuti e amati in tutto il mondo si “sposeranno” domani, 17 ottobre,  nel corso di una cena, presso le  Tenute di Cisa Asinai dei Marchesi di Gresy a Barbaresco, in occasione della quinta convention nazionale Onaf e della 79ma Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.
Un appuntamento gastronomico impedibile fortemente voluto dagli organizzatori del Salone della Mozzarella di Bufala Campana - manifestazione promossa da Unimpresa - che si tiene annualmente nei templi di Paestum, e organizzato da Onaf (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi) e dal Centro Nazionale Studi Tartufo con la collaborazione del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana sotto l’egida dell’Ente Turismo Alba Bra Langhe e Roero.
“L’evento – ha dichiarato Donato Ciociola, presidente nazionale del giovani imprenditori di Unimpresa e direttore del Salone della Mozzarella - rientra nel ‘Salone della Mozzarella Promotour’ un circuito che prevede la nostra presenza ad importanti eventi enogastronomici nazionali ed esteri, dove faremo apprezzare la mozzarella di qualità e presenteremo le novità del 5° Salone che si terra dal 29 aprile al 2 maggio del 2010 sempre nell’Area Archeologica di Paestum. Il senso dell’incontro di Barbaresco è quello di legare emozioni gastronomiche di rara preziosità per unire territori differenti ma di forte immagine nazionale. L’abbinamento con il “Tuber Magnum Pico”, la varietà di tartufo bianco piu’ preziosa in assoluto dal punto di vista alimentare – prosegue il presidente Ciociola -, vuole trasmettere poi un importante impulso al processo di valorizzazione della mozzarella di bufala campana, dell'intero paniere di prodotti della dieta mediterrania e dei territori di origine di queste tipicita' d'eccellenza, in un progetto di turismo enogastronomico di qualita' che è alla base dell’evento di Paestum”.
Quella di domani sarà una sfida, ma che vedrà come vincitore una coppia. Matrimonio fantasioso e intrigante quello che sarà celebrato da Raffaele Vitale, patron del ristorante Casa del Nonno 13 di Mercato San Severino in provincia di Salerno, che nelle sue creazioni interpreterà la delicatezza della mozzarella di bufala e il carattere deciso del tartufo di Alba.
La cerimonia che si celebrera tra i due “ori bianchi” d’Italia ha tutti i numeri per essere il presupposto di una lunga vita felice per: elegante vivacità campana e i forti aromi di un Piemonte antico potrebbero realizzare il connubio gastronomico dell’anno: il “mariage” è nobile, ha dietro culture e territori da favola, nasceranno storie intriganti e passioni inconsuete per palati curiosi.
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categoria: enogastronomia, formaggio, agroalimentare


giovedì, 01 ottobre 2009

SORRENTO, CONVEGNO SU “IL VINO TRA SACRO E PROFANO”

Nell’ambito della trentesima edizione della Sagra dell’Uva, il 2 ottobre si svolgerà presso il Teatro Sant’Antonino di Sorrento un incontro culturale sul tema “Vino tra sacro e profano”.  Sarà presentato il libro “Vite di Viti” di Padre Francesco Saverio Casa, e si parlerà di alcolismo giovanile. Sarà presente l’Arcivescovo della diocesi Sorrento-Castellammare di Stabila, Felice Cece.
L'incontro è organizzato dall'Ucsi, dal Comune di Sorrento e dal Piano Sociale di Zona Napoli 13.

Andrea Rotoli
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categoria: letteratura, agroalimentare




Chi sono

Utente: slowsud
Nome: Luigi D'Alise

Benvenuti, sono Luigi D'Alise, giornalista freelance per mestiere e slownauta per vocazione.
Slow Sud è un contenitore di notizie dedicate ai giacimenti enogastronomici, agli eventi, alle iniziative, alla cultura, alla musica, agli spettacoli, ai luoghi e alle eccellenze della mia regione, la Campania. Ma anche di tutti gli "altri Sud" da scoprire e raccontare.
 
Slow Sud: supplemento periodico a Il Magazine
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