Home »
ambienteTag correlati:
territorio,
eventi,
natura,
turismo,
agroalimentare,
enogastronomia,
cultura,
solidarietà ,
gusto,
gastronomia,
mare,
miele,
economia,
attualità ,
arte
(AGO PRESS) L’Aiab, l’Associazione italiana per l’agricoltura biologica, segnala che per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici è indispensabile concentrarsi sull’agricoltura biologica.
Il biologico, precisa l’Aiab, rappresenta oggi una risposta concreta rispetto alle politiche di mitigazione e adattamento, poiché è basato su quelle pratiche che si richiede di applicare a tutti i sistemi agricoli. L’agricoltura biologica contribuisce alla riduzione delle emissioni attraverso una maggiore capacità di sequestro di Co2 nei suoli, poiché è basata sulla fertilità del suolo e sulla produzione di humus, che richiede carbonio. La riduzione degli input esterni porta a una notevole riduzione delle emissioni di N2O e ad un minore consumo di energia dovuto al divieto di utilizzare fertilizzanti chimici. Le emissioni di N2O e di CH4 sono ridotte anche dal divieto di bruciare biomasse.
Un’agricoltura biologica che si fonda sul miglioramento della fertilità del suolo e sulla diversità biologica all’interno dell’azienda agricola, e che basa la propria capacità innovativa sull’esperienza personale, sulla capacità di osservazione e di intuizione e sulle conoscenze tradizionali ha una resilienza (cioè una capacità di adattamento) maggiore alla carenza di risorse idriche e alla presenza di eventi atmosferici estremi quali siccità e alluvioni, rispetto al modello agricolo industriale.
La differenziazione produttiva, la diminuzione di input esterni e la multifunzionalità permettono una maggiore stabilità economica. Tali priorità sono tipiche di un modello di produzione biologico che rimette al centro delle decisioni aziendali il produttore/contadino come gestore del territorio, restituendo un ruolo decisionale alle comunità locali che individuano in questo metodo il modello agro-ecologico volto a garantire il proprio diritto ad esercitare il controllo sulle proprie risorse.
Questo modello è inoltre capace di indirizzare in senso ecologico i comportamenti degli operatori e dei cittadini e, in particolare, il loro approccio al metodo di produzione e al consumo. L’agricoltura biologica è in grado di promuovere una dieta legata alla stagionalità dei prodotti locali e al consumo di prodotti meno trasformati e confezionati che permette di limitare le emissioni durante tutta la filiera. In questo senso, nonostante sia importante osservare che i prodotti vegetali quali cereali, patate, legumi e oli, richiedono circa un settimo degli input necessari a produrre carne per la stessa quantità di calorie, bisogna considerare che le produzioni vegetali trasportate per via aerea, surgelate e coltivate in serre artificialmente riscaldate possono avere un impatto ambientale maggiore rispetto alla carne prodotta localmente secondo il metodo di produzione biologica.
In Europa questo modello, che ha un alto potenziale nel generare sinergie tra le strategie di mitigazione e adattamento, è rappresentato principalmente dalle aziende familiari a conduzione biologica, altamente presente anche nelle campagne italiane. La scomparsa di queste aziende, soprattutto nelle aree marginali, rappresenta la perdita di una fondamentale opportunità di ridurre il debito del nostro Paese rispetto agli impegni internazionali sui cambiamenti climatici.
L’Aiab chiede di inserire l’agricoltura nell’accordo di Copenaghen. L’inserimento dell’agricoltura nell’accordo post-2012, precisa, può quindi rappresentare una grande opportunità per il modello agricolo italiano basato sull’azienda familiare. In questo senso è particolarmente importante che si sostenga questo modello di produzione biologica familiare e non un semplice “biologico di sostituzione” che sebbene risponda ai regolamenti europei, non promuove l’applicazione di quelle tecniche che portano alla mitigazione e all’adattamento dei cambiamenti climatici. Le politiche sulla mitigazione e sull’adattamento devono dunque interferire con le politiche agricole e favorire i modelli di produzione che abbiano un reale effetto sulla riduzione dei gas di serra e nello stesso tempo sullo sviluppo rurale.
Grandi sono dunque le potenzialità dell’Italia, attraverso la promozione del biologico come modello di sviluppo rurale, di ridurre il debito ambientale del nostro Paese rispetto alle emissioni di gas serra, producendo al contempo nuovo reddito e nuova occupazione, in particolare nel settore agricolo.
(Anna Longobardi)

E' dedicata alla costiera sorrentina e a quella amalfitana la puntata di Lineablu, la trasmissione condotta da Donatella Bianchi, in onda sabato 21 novembre, alle ore 14 e trenta, su RaiUno. Protagonista sarà il sistema di torri costiere ancora oggi presenti tra Cetara, Ravello, Sorrento, Piano di Sorrento e Massa Lubrense: una trentina di fortificazioni con funzioni di difesa e finalità di allarme contro la minaccia saracena.
Ad accompagnare il pubblico di Lineablu sarà il giornalista Antonino Siniscalchi, profondo conoscitore del territorio.
Le telecamere punteranno poi sugli storici agrumeti e sul nuovo porto di Piano di Sorrento, prima dell’approdo finale tra le bellezze e le trasparenze della Riserva marina protetta di Punta Campanella, con le montagne che si specchiano a picco sul mare aperto che le separa dall’isola di Capri.
nella foto, di Giovanni Visetti, la Torre Capo di Massa, in località Puolo, a Sorrento (Na)
(AGO PRESS) Nel caratteristico paese altirpino di Montella in provincia di Avellino, stanno per iniziare i preparativi della ventisettesima sagra della castagna. Sabato 7 e domenica 8 novembre, allestiti gli stand nelle principali strade del paese, turisti, curiosi e appassionati avranno la possibilità di gustare prelibatezze a base di castagna e prodotti tipici locali. Ad integrare la tradizionale sagra quest'anno è previsto anche un teatro dei burattini e numerose altre iniziative patrocinate dal Comune. Torroni alle castagne, dolci di castagne, cotiche, pasta alla castagna, caciocavallo impiccato, piadine con funghi porcini, cavatelli fagioli e cotiche, ravioli e lardo con tartufo, sono solo alcuni dei piatti disponibili, che potranno stupire i visitatori. Come accade in queste manifestazioni, oltre all'interesse per la cucina, c'è uno spazio da dedicare alle ricchezze paesaggistiche, architettoniche e culturali di Montella. Il comune ha previsto tour in elicottero e visite organizzate per consentire visuali mozzafiato del territorio con particolare attenzione al complesso monumentale del “Monte”, la cui chiesa è dedicata a Santa Maria della neve. Non manca la musica, con musica popolare e momenti di discussione con un convegno alle ore 9, nella giornata di sabato, per conoscere curiosità e segreti di questo frutto. La sagra di Montella rientra nel cartellone di eventi dal titolo “Un viaggio d'autunno nel regno della principessa Chestnut” organizzata dalla comunità montana Terminio Cervialto. La cittadina è stata l'unica in Irpinia ad aver ricevuto il riconoscimento di indicazione geografiche protetta. Per informazioni si può visitare il sito www.sagracastagnamontella.com
(Alberto Attardi)
L'ultimo rapporto della società di studi economici Nomisma dal titolo “La filiera agroalimentare tra successi, aspettative e nuove mitologie” ha evidenziato cha per ogni 100 euro di spesa alimentare solo 3 euro vanno al comparto della filiera (imprese agricole, industriali e di distribuzione) il resto si “perde” fra tasse e costi vari (lavoro e trasporto). Il documento sarà presentato domani, nella sala capitolare del Senato della Repubblica a Roma dalla Ancd, associazione nazionale fra cooperative dettaglianti e dalla Conad.
E' da molti anni che in Italia si dibatte delle problematiche relative alla eccessiva lunghezza delle catene di merci, soprattutto dei beni di primi necessità. Tutti ricordano gli anni scorsi, come periodi di altissima inflazione, per effetto congiunto dell'entrata in vigore della moneta unica europea e dei limiti strutturali della nostra economia reale.
Nel caso specifico dell'agroalimentare parliamo di un settore che conta 1,7 milioni di imprese, 71mila imprese che lavorano nel settore dell'industria alimentare di trasformazione, 43mila distributori all'ingrosso, 152mila attività nel commercio al dettaglio specializzato più 57mila in quello non specializzato (negozi con prodotti misti fra alimentari e altro) e infine 226 mila fra ristoranti, bar, mense e imprese per servizi di catering.
Osservando la formazione degli utili nel settore, si scopre che su 100 euro, 38 rappresentano il costo del lavoro, 16 sono i costi finanziari, 12 fra tasse dirette e indirette e per ultimo 27 euro sono i costi fissi (macchinari, energia, utenze,) più marketing e trasporti.
Questi dati, da soli, sono la migliore sintesi dei problemi del sistema Italia. Procediamo in ordine analizzando le varie voci.
Costo del lavoro, trentotto per cento. Sono quasi due legislature che si discute su come ridurre le tasse sul lavoro, sono un fardello per le imprese e impoveriscono la busta paga dei lavoratori, già esigua.
Sedici per cento il costo delle operazioni finanziare. Le difficoltà di accesso al credito, acuite dall'attuale crisi economica, e i tassi di interesse molto alti sui prestiti sono spesso motivi di carenza di liquidità e cattiva esposizione sul mercato finanziario per le nostre imprese.
Dodici per cento di tasse. La tassazione in Italia è alta, ma non così alta come si pensa, certo una riduzione del carico fiscale aiuterebbe tutti, produttori e consumatori.
Ventisette per cento costi fissi e trasporti. Tematica che ritorna mote volte nei dibattiti pubblici, evidenziando una pessima gestione delle infrastrutture per mobilità, fra strade e ferrovie.
In fondo oltre allo scandalo per lavoratori e pensionati che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e per i produttori agricoli che hanno guadagni bassissimi, scoraggiando così anche la possibilità per essi di incrementare una agricoltura di qualità, la ricerca della Nomisma può essere anche una base programmatica per riforme che il nostro paese aspetta da tempo.
Sarebbe ora che la politica aprisse gli occhi e iniziasse un cammino serio nella riorganizzazione di tanti settori al fine di migliorare la vita di tutti noi.
(Alberto Attardi)
E’ uno degli appuntamenti privilegiati dai canisticoltori campani. Si tratta della "Festa della castagna", manifestazione che si svolgerà a Monte Faito, presso il parco Oceano Verde, durante gli ultimi tre weekend del mese di ottobre. Giunta alla sedicesima edizione, la Festa della castagna è un mix di gastronomia, natura, divertimento e tradizione, che coinvolge esperti del settore provenienti da Serino, Montella e Sicignano degli Alburni. Tra i piatti che verranno proposti: mezzanelli con salsa di castagne, mezzanelli con funghi porcini e castagne, zuppa di fagioli, salsiccia di cinghiale e castagne, stufato di capra, capriolo con castagne, oltre a panini e pizze. Non mancheranno, ovviamente, le caldarroste. A completare il menù ed esaltare le qualità delle castagne del Faito ci penseranno i dolci e il vin brulè.
L’inaugurazione si terrà sabato 17 ottobre alle ore 12, mentre domenica l’apertura è prevista per le ore 10. I visitatori potranno trattenersi fino a tarda sera passeggiando tra gli stand e degustandopietanze tipiche in compagnia di musica, karaoke,animazione per bambini, cabaret, canti e balli popolari. Per l’occasione la circumvesuviana concederà corse extra della Funivia, il cui servizio verrà prorogato fino alle 21.
Andrea Rotoli
"Speriamo nelle nuove generazioni, ma sono lontane da un certo senso del gusto e della conservazione, sono molto dissacratori: i giovani d’oggi, qui come altrove, non so fino a che punto capiscano l’importanza di salvaguardare la profondità della storia e del paesaggio. In epoca di grandi immigrazioni, c’è anche la certezza di grandi trasformazioni che rischiano di compromettere gli equilibri paesaggistici e ambientali di un territorio di così straordinaria bellezza".
Folco Quilici, autore cinematografico, scrittore, un impegno costante per la tutela dell’ambiente, ha ribadito la sua particolare ammirazione per la penisola sorrentina, partecipando a Sorrento alla conferenza organizzata dai Comuni di Sorrento e di Massa Lubrense con l’Area marina protetta Punta Campanella e la Fondazione Sorrento. Il suo impegno a difesa del mare attraverso i suoi libri ed i suoi film, ha rappresentato il filo conduttore dell’incontro con i sindaci Marco Fiorentino e Leone Gargiulo, il direttore dell’Area Marina Protetta, Antonino Miccio.
Nella foto, Folco Quilici
Nel corso della manifestazione, Folco Quilici ha presentato i suoi ultimi libri «I miei mari» e «Libeccio», con un approfondito focus sul volume che lo scrittore e regista ha realizzato nel 2006, con Luca Tamagnini, su Punta Campanella.
Sul fascino e le peculiarità di Sorrento e dintorni, Folco Quilici, ha evidenziato due aspetti: «La naturale fusione tra la montagna e il mare. E per chi va sott’acqua la natura continua con balze di montagne che nascondono grotte straordinarie. La qualità della roccia, sia emersa che sommersa, che non è mai monotona. L’altro aspetto originale è il contesto: un balcone che si affaccia sul golfo di Napoli. Avere davanti il Vesuvio, con le luci della sera, è uno spettacolo fantasmagorico. Appassiona anche la certezza che questo spettacolo ha almeno tremila anni di storia. Chi viene qui si immerge nella natura, ma anche nella bellezza della creatività dell’uomo: tra chiese, castelli e abbazie ha saputo nobilitare il territorio. In genere, le zone abitate sono in parte rovinate. Qui, invece, l’opera dell’uomo ha accresciuto la sua naturale bellezza».
Eppure l’abusivismo edilizio non ha risparmiato la penisola sorrentina: «Non c’è posto in cui il veleno, il male non sia arrivato – spiega Folco Quilici -. Qui, rispetto al resto del golfo di Napoli, tuttavia, non c’è paragone. Il territorio, nonostante tutto, si è difeso bene. La costa alta ha contribuito a fare il resto. In tanti non l’hanno capito. È un atto di volontà, credo che nasca più da un atto d’amore per la propria terra che da convinzioni politiche o estetiche».
Per il futuro? «In genere la parola d’ordine, dappertutto, è cambiare – conclude Folco Quilici -. Qui, direi, non cambiare, mantenere le stesse abitudini. Speriamo nelle nuove generazioni, ma non dimentichiamo l’incidenza che potrà avere il radicamento sul territorio degli immigranti. Per loro, cosa importa salvaguardare la nostra storia e il territorio? In quest’ottica, non dobbiamo consentire di non essere padroni in casa nostra. Dobbiamo coltivare il culto dell’ospitalità, ma devono essere gli altri ad adattarsi alle nostre tradizioni».
Antonino Siniscalchi
Luogo incantato, la Solfatara di Pozzuoli.
Da una piccola e deliziosa lettrice, riceviamo e pubblichiamo.

Anche in Campania sono piovute numerose le adesioni a "Earth Hour", la campagna internazionale contro il riscaldamento globale promossa dal Wwf. Sabato 28 marzo, dalle ore 20 e trenta alle ore 21 e trenta, singole persone, imprese e governi spegneranno le luci per un'ora per dimostrare il proprio supporto all'azione globale per il cambiamento climatico. Quando alle 20 e trenta in Italia si comincerà a festeggiare l' "Ora della Terra", già la metà del globo avrà vissuto centinaia di spettacolari spegnimenti che partendo da Sydney, Pechino, Seoul, Hong Kong, coinvolgeranno Manila, Bangkok, Mosca, Città del Capo.
Con l'Italia spegneranno la luce Parigi e Copenaghen, e quindi la "ola" proseguirà a occidente per arrivare a Las Vegas passando per Buenos Aires, Rio de Janeiro, Toronto, New York e Lima. In Campania resteranno
spenti numerosi monumenti, tra cui il Maschio Angioino e Castel dell'Ovo a Napoli, la Reggia di Castera, l'Arco di Traiano a Benevento, il Castello Doria ad Angri, le sedi comunali di Casigliano, Mercato San Severino e Montecorvino Rovella.

La produzione di miele nel mondo si aggira intorno alle 950mila tonnellate, e i maggiori produttori sono la Cina e i Paesi del Sud America. L'Italia, con il suoi 75mila apicoltori, è al quinto posto tra i produttori europei: ma è la nazione che, a livello internazionale, produce la più vasta gamma di mieli.
E quella a più alta qualità. Questi alcuni dei dati snocciolati dal Carmine Alvino, biologo e esperto di miele, ospite del laboratorio del gusto ospitato ieri sera presso l'hotel Plaza di Sorrento. Promosso dalla condotta penisola sorrentina di Slow Food, coordinata da Rita Abagnale in collaborazione con il magazine Slow Sud (www.slowsud.info), diretto da Luigi D'Alise, l'appuntamento ha visto una massiccia partecipazione di pubblico che ha potuto gustare abbinamenti di grandi formaggi italiani, selezionati da Francesco Di Leva e presentati da Rosanna De Rosa, con vari mieli e vini. 
Sui tavoli del Plaza (presenti in sala i padroni di casa, i fratelli Rosaria, Roberto e Bruno Amuro), hanno così "sfilato" il provolone del monaco accompagnato dal sabbioso miele di agrumi, la robiola con un piccante miele di corbezzolo, un caprino con un inconfondibile miele di castagno, un delicatissimo miele di tiglio, presentato con un pecorino stagionato. Fin qui, nel calice, il fruttato Muller Thurgau Frizzante delle Venezie Igt 2007 della Tenuta Ca' Bolani. Secondo vino in scaletta, La Luna e i Falò, robusto Barbera d'Asti Superiore Doc 2004 di Terredavino proposto sia con la fontina valdostana e la persistente melata, che con un Castelmagno, valorizzato da un freschissimo miele di tarassaco. 
Per finire, due sorprese: un Maximo Marche Bianco Igt 2003 di Umani Ronchi - prodotto da una selezione di uve Sauvignon lasciate ammuffire in pianta attraverso l'attecchimento di un parassita "nobile" - e gustose zeppole.
Sabato 25 ottobre, alle ore 11, presso il Museo della tecnologia e delle macchine agricole di Benevento, sarà presentato al pubblico il circolo rurale "Il sentiero dei Sanniti".
L’obiettivo del circolo è quello di promuovere sul territorio un accordo collettivo per mettere in relazione diretta i consumatori con i produttori agricoli. La novità del progetto è rappresentata da un piano di produzione concertato tra aziende locali e consumatori, dove anche la fase logistica della consegna degli ordini assume carattere di promozione del territorio.
Ancora prima di essere stato presentato, il circolo rurale ha già realizzato importanti attività divulgative, tra cui analisi a campione del target di consumatori, attività di sensibilizzazione sul territorio, cartellonistica stradale con indicazione al percorso “Il sentiero dei Sanniti”. Inoltre è gia on line il sito internet ufficiale,
www.circoloruraleilsentierodeisanniti.com, dove è possibile reperire la modulistica, lo statuto del circolo e le modalità di adesione.
Il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, ha reso noto di sostenere la candidatura di Lecce, quale sito da inserire nella lista del patrimonio mondiale tutelato dall’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura. L’annuncio è giunto al termine dell’incontro che Bondi ha avuto con il sindaco di Lecce, Paolo Perrone.
Si svolgerà domani nella sala giunta della Provincia di Salerno la conferenza stampa di presentazione della V edizione della Borsa Verde dei Territori Rurali Europei (Vallo della Lucania, 24/26 ottobre 2008) il cui tema è “Il mare e la dieta mediterranea”. Sono 28 i buyers nazionali ed internazionali che, dopo attenta selezione, sono stati accreditati al workshop. Essi provengono da Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Germania, Inghilterra, Italia, Norvegia, Olanda, Usa. Il momento più alto della Borsa Verde è l’incontro tra i Tour Operator del Turismo Verde e le aziende del Settore. Partecipanti: Tour Operator, Agente di Viaggio, Consorzio Turistico, Operatori della domanda e dell’offerta. La contrattazione avverrà liberamente, sulla base delle preferenze degli operatori dell'offerta (sellers) che potranno incontrare gli operatori della domanda (buyers) presso le singole postazioni dell'Area Workshop. Le contrattazioni avranno una durata massima di 10 minuti. Presso i desk dell'Area Workshop saranno presenti, a titolo gratuito, interpreti di lingua inglese, francese e tedesco.
Alla Borsa Verde partecipano Enti nazionali e regionali di promozione del territorio; Consorzi e Associazioni di categoria; Aziende Agrituristiche; B&B e Ospitalità diffusa; Operatori professionali nazionali e internazionali ; Agenzie di viaggio e Tour Operator; Incentive house e Agenzie di incoming; Parchi nazionali e regionali, Oasi e Aree protette; Associazioni naturalistiche e sportive; Stampa ed editoria speciliazzata; Enti ed istituzioni di formazione.