(SLOW SUD) La Città del Gusto del Gambero Rosso di Napoli ospita questa sera, dalle ore 20 alle ore 23, l’evento-degustazione “Lugana, armonia senza tempo”, promosso e organizzato dal Consorzio di tutela del Lugana Doc. L’appuntamento sarà l’occasione non solo per apprezzare la qualità dei vini Lugana, ma anche per conoscere da vicino questa piccola e preziosa Doc del Lago di Garda e i loro produttori.
Molte le ragioni per tuffarsi in questa armonia di sapori e di atmosfere tutte gardesane che contraddistinguono e caratterizzano questa ricchezza del territorio: 830 ettari di vigneto immersi nell’anfiteatro morenico del lago di Garda, tra i Comuni di Peschiera - unico della provincia veronese che ospita per altro anche la sede del Consorzio che è attualmente presieduto da Francesco Montresor di Peschiera - e Sirmione, Pozzolengo, Lonato e Desenzano in provincia di Brescia.
Una degustazione che accompagna l'appassionato in un vero e proprio viaggio all’interno del mondo del Lugana: dalla sua valenza turistica alla tipicità del suo monovitigno autoctono, dalla particolarità del terreno argilloso su cui cresce al successo di cui gode sul mercato nazionale e internazionale. Ventisei aziende allestiranno ognuna un proprio punto di degustazione, per un totale di oltre cinquanta diversi Lugana.
Tra questi anche alcuni Lugana di annate passate, testimonianza di quella “armonia senza tempo” che è lo slogan scelto dal Consorzio proprio per sottolineare la straordinaria e ancora pressoché sconosciuta possibilità di invecchiamento del Lugana. Ad accompagnare le bottiglie ci saranno sfizi gourmet preparati dagli chef della Città del Gusto: finger food d’autore e monoporzioni raffinate in rigoroso abbinamento.
Come si produce la prelibata mozzarella di bufala campana dop?
In questo video, realizzato dalla nostra redazione, Maria Sarnataro, delegata per Salerno dell'Onaf, l'Organizzazione nazionale assaggiatori di formaggio, spiega le fasi del processo che porta sulle nostre tavole questo vero e proprio "oro bianco".
Territorio e degustazione. Il viaggio di Slow Sud nella memoria sensoriale a Bordeaux, in occasione di Vinexpo 2009, continua attraversando le rotte marittime seguite da Ulisse nel suo viaggio epico descritto da Omero nel canto dell’Odissea, dall’isola di Troia per colonizzare le coste spagnole, passando per l’Italia. Il viaggio di Ulisse ricorda le gesta che i navigatori dovevano affrontare in questi lunghi periodi di navigazione e l’importanza del commercio marittimo. Il mare era ai tempi di Ulisse il più importante mezzo di commercio per il vino e molte sono le varietà che sono state introdotte in Italia dalla Grecia: questo spiega anche perché in Campania, che era il principale territorio scelto dalle colonizzazioni euboiche, è cosi ricco di vitigni e varietà di vino introdotte dai colonizzatori. Il viaggio di Ulisse rappresentava quasi una mappa commerciale che i navigatori provenienti da oriente dovevano seguire per il commercio del vino in Italia. Limitandoci semplicemente alla descrizione dei terroir italiani che interessarono questo mitico viaggio, vengono proposti in degustazione i vini provenienti dall’area cumana, dove si narra che Ulisse parlava con i morti, si passa all’isola di Ischia, dove si racconta che Ulisse tentò di tenere lontano dalla costa la sua imbarcazione spinta dalle correnti siciliane, per evitare che il suo equipaggio venisse incantato e poi ucciso dal canto ammaliatrice delle Sirene fino a raggiungere la Sicilia (Scilla Cariddi) dove il romanzo epico descritto da Omero narra il dramma della vendetta di Poseidon nei confronti di Ulisse che aveva permesso a Giove di mangiare un bue sacro e dove la maga Circe trasformò l’equipaggio di Ulisse in porci. Il momento narrativo e di analisi sensoriale è stato presentato nella sala di degustazione di Vinexpo dell’Ice da Attilio Scienza, docente di viticoltura presso l’Università degli Studi di Milano. I vini in degustazione sono stati: Falanghina dei Campi Flegrei Doc Coste di Cuma 2007, dell’azienda Grotta del Sole di Quarto (Napoli).
Il territorio di produzione è di origine vulcanica, dove si produce l’uva falangina che prende il nome da Falanga, cioè palo che sorregge la vite. Il vitigno è 100% uva falanghina coltivata su piede franco, sinonimo di un’agricoltura arcaica e molto semplice, con caratteristiche genetiche diverse dalla falangina del beneventano. Si passa poi al confronto con un’altra falangina, prodotta nell’area di Roccamonfina (Caserta) dall’azienda produttrice Villa Matilde. Il vitigno è un falerno del massico doc Caracci Bianco 2006, 100% uva falangina da Falerno, prodotta a 150 metri sul livello del mare su territorio vulcanico più ricco di fosforo e potassio. Al naso è più aromatico e più speziato, presenta note floreali ed è un vino di grande struttura e complessità.
Il viaggio continua approdando sull’Isola delle Sirene, dove Ulisse dovette combattere per tenere lontano il suo equipaggio dal canto delle sirene ammaliatrici. Il vino è dell’azienda D’Ambra dell’area di produzione di Forio d’Ischia, prodotto con la varietà di Piedirosso, vitigno tipicamente campano citato da Plinio facendo riferimento al colore del piede rosso dei piccioni.
L’uva viene macerata in acini interi per 5/10 giorni e successivamente affinato ed invecchiato in bottiglia. Ha un colore rosso rubino intenso con delicate note di cannella e fiori di garofano. E’ un vino che si presta bene all’abbinamento con prodotti tipici locali, come il coniglio ischitano.
Ancora, scendiamo giu in Sicilia per degustare due vini: Azienda Agricola Palari, con Faro doc Palari 2006, prodotto con il vitigno del nerello mascalese per il 65%; nerello capuccino e Nocera per il restante 35%. Affinato in piccoli fusti di legno per 12/18 mesi e 12 mesi minimo di affinamento in bottiglia. Il colore è un rosso rubino lucente con un elevata mineralità, in bocca è sottile e non aggredisce. Infine un Etna doc osso rampante 2006 delle cantine Russo di Castiglione di Sicilia, un vino molto intenso con note di frutta tropicale e bouquet. In bocca è secco ed aromatico, è un vino molto elegante. Il momento degustativo si chiude con un Lazio Igt Moscato di Terracina Secco Oppidum 2008, della azienda agricola S.Andrea di Gabriele Pandolfo, 100% moscato di Terracina.
Raccontare la grande tradizione gastronomica della costiera amalfitana proposta nei 50 migliori ristoranti ed agriturismi e scandita in oltre 300 piatti. Il libro è di Maristella Di Martino ed è intitolato “Le ricette della Costa d’Amalfi”, edito da Il Raggio di Luna. Tradotto anche in inglese, è il quarto della collana “Le Ricette della Campania” curata dalla stessa autrice che, dopo Salerno, l’Irpinia e Terra di Lavoro, passa in rassegna la Divina costiera. Un altro scatto sulla cucina di territorio, dunque, che la giornalista, da anni impegnata nella ricerca sul campo, fa delle eccellenze della Campania enogastronomica scandendo il proprio percorso attraverso i consueti profili dei grandi chef che animano la fascia costiera che da Vietri sul Mare tira dritto fino a Positano. Prima delle oltre 300 ricette, suddivise tra 110 paste e zuppe, 108 mare, 50 tra terra ed orto e 44 dolci, grande spazio nel testo è assicurato innanzitutto agli uomini che con il proprio lavoro quotidiano fanno delle cucine di alberghi e ristoranti il trampolino di lancio per una proposta culinaria sempre originale e fantasiosa. Come ogni ricettario della collana, infatti, anche in questo i singoli piatti vengono anticipati dai ritratti dedicati ai veri storici del territorio che custodiscono i segreti di un gusto che altrimenti sarebbe andato irrimediabilmente perduto se non fosse per la loro quotidiana e paziente opera di salvaguardia e riproposizione nei rispettivi locali. A ciascuno è riservato un profilo in cui viene raccontato innanzitutto l’uomo con il suo temperamento, la storia personale, il modus operandi e solo in un secondo momento le esperienze professionali che ne arricchiscono il bagaglio personale e culturale
Tra i contributi da segnalare nel volume, insieme alla prefazione di Luciano Pignataro, quelli di Mario Amodio ed Ezio Falcone, il primo incentrato su “Mare e montagna, le due anime della Divina” - interessante panoramica dei prodotti più rappresentativi della zona ed il secondo su “La tradizione costiera tra storia e modernità”, approfondita disamina storica della gastronomia locale. L’immagine che si ricava dell’area, infatti, resa ancora più preziosa dai 13 Comuni che ne riempiono il perimetro ognuno con la propria storia e le proprie tradizioni, è quella di un territorio che ben a ragione può essere definito il Paradiso sulla terra. Limoni e vini, pomodorini del piennolo e una ricchezza inestimabile racchiusa tra le onde, panorami mozzafiato che si godono da rocce a strapiombo sul mare che romba nelle calette e da piccoli borghi arroccati sui fianchi di montagne che a tratti concedono fazzoletti di terra e di mare miracolosamente strappati a madre natura, ecco il quadro di un’autentica oasi d’altri tempi.
(AGO PRESS) Tre giorni dedicati ai fiori, con la partecipazione di espositori provenienti da tutta Italia e dall’estero. E’ il "Mediflorfestival", la mostra mercato internazionale di piante agrarie ornamentali, floro-vivaismo, sementi, attrezzature per giardinaggio, che si svolgerà a Vico Equense, presso il “Centro sportivo Monte Faito”, dal 26 al 28 giugno.
Tema di questa prima edizione è la rosa, che farà da filo conduttore alle esposizioni delle ventiquattro aziende partecipanti. Gli stand aprirarnno il 26 giugno alle ore 16, e saranno visitabili fino alle 20 e trenta. Nei due giorni successivi l'esposizione continuerà dalle ore 10 e trenta alle ore 20 e trenta.
Chiusi i battenti, la sera i visitatori potranno assistere agli spettacoli che si terranno nel “Parco OceanoVerdeFaito” e degustare piatti tipici. Il Mediflorfestival è la prima delle quattro manifestazioni inserite nel progetto “OceanoVerdeFaito”, ideato e promosso dal Comune di Vico Equense con l’obiettivo di accendere i riflettori sull'area verde del Monte Faito. Il secondo appuntamento, l'"Expo Faito", si svolgerà a luglio e sarà incentrato sui prodotti tipici, l'artigianato, l' agricoltura e mercatini biologici. Ad agosto a fare da protagonista sarà il cinema con il “Faito DOC Festival”, mentre ad ottobre si terrà l’ormai consolidato appuntamento con la festa della castagna.
E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale europea del 20 giugno la domanda di registrazione della denominazione “Provolone del Monaco DOP”, ai sensi del Regolamento comunitario relativo alla protezione delle denominazioni d’origine tipiche dei prodotti agroalimentari.
E’ in via di conclusione quindi l’iter per il riconoscimento dell’ambito marchio comunitario, avviato dall’omonimo Comitato promotore nel 2003. Trascorsi infatti sei mesi dalla pubblicazione ed in assenza di eventuali opposizioni da parte degli altri Paesi membri, la Commissione europea renderà definitiva la registrazione della DOP, la decima della Campania, la terza tra i formaggi dopo quella della Mozzarella di Bufala Campana e il Caciocavallo Silano.
Il Provolone del Monaco sta per aggiungersi quindi alle altre denominazioni campane proposte ai sensi del Regolamento 510/06. Ad oggi, sono 16 i marchi IGP/DOP campani riconosciuti dalla Ue e una decina che sono ancora in fase di istruttoria, tra cui il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio anch’esso ad un passo dalla registrazione.
Irruenti, sorprendenti, imprevedibili, anticonformisti. Sono solo alcuni degli aggettivi con i quali i giornalisti presenti al seminario organizzato dall'Ice nell'ambito di Vinexpo 2009 a Bordeaux hanno definito i vini provenienti dai terreni di origine vulcanica. Vesuvio compreso.
L'Italia infatti è l'unico paese europeo i cui terreni vulcanici vanno dall'estremo sud della penisola al nord passando per le principali isole, conferendo ai vini particolari ed uniche caratteristiche legate alle peculiarità dei terreni e dei vitigni che hanno contribuito nei secoli a modellare l'architettura del territorio.
Quello dei vini da uve biologiche è un settore che non conosce flessioni. Anzi, anno dopo anno la qualità organolettica dei vini biologici cresce e conquista i consumatori.
E' per questo che l'assessorato all’Agricoltura e alle Attività Produttive della Regione Campania, in collaborazione con l’associazione “Città del Bio” e l’Aiab, l'Associazione italiana agricoltura biologica, ha promosso la prima edizione di "Biodivino in Campania" svoltasi il 15 giugno scorso a villa Signorini, ad Ercolano, nell'ambito della sesta edizione della rassegna nazionale dei vini da agricoltura biologica “Biodivino”.
Un’occasione per far conoscere l’elevato livello di qualità raggiunto in questa regione dai vini biologici e sui problemi da affrontare per dare opportunità di crescita a questo importante comparto produttivo.
Sull'argomento, Slow Sud ha realizzato uno speciale - con dichiarazioni dei protagonisti dell'evento e focus sullo stato dell'arte delle produzioni bio nella nostra regione - che troverete in allegato, cliccando sull'immagine qui sopra.
Quarto appuntamento con il Gioco del Piacere dedicato agli oli extravergini, iniziativa promossa da Slow Food per martedì 23 giugno prossimo. Novità di quest'edizione sarà la degustazione di quattro grandi oli del Sud, premiati con il riconoscimento delle tre Olive sulla Guida agli Extravergini 2009.
In 150 Condotte italiane, in contemporanea, saranno organizzate degustazioni alla cieca cui seguirà una cena, con l'intento di degustare e valutare gli oli sulla base esclusiva della piacevolezza e di avvicinare i consumatori al mondo dell'olio extravergine. Quindi, apprezzamenti, comparazioni, giudizi, sentenze, nello spirito della convivialità. Non bisognerà essere esperti, tutto sarà impostato come un vero e proprio gioco. Ognuno avrà modo di approfondire così la sua conoscenza dell'olio e potrà direttamente verificare le sue capacità di "degustatore provetto".
Gli iscritti al gioco, dopo gli assaggi, stileranno una classifica di gradimento dei quattro oli ed i voti saranno sommati in una graduatoria nazionale, i cui risultati verranno comunicati al termine della serata.
Ciascun partecipante riceverà in omaggio la Guida agli Extravergine 2009 di Slow Food Editore (722 aziende e 996 oli di qualità).
Ecco i luoghi, con le Condotte in Campania, dove si svolgerà il Gioco del Piacere: Condotte di Napoli e dei Campi Flegrei all'Osteria e Winebar Abraxas di Via Scalandrone, 15 a Pozzuoli (NA); Condotta Valle Telesina alla Trattoria Masella di Contrada Pezzalonga a Cerreto Sannita (Bn); Condotte di Benevento e del Taburno alla Masseria Frangiosa di Contrada Torrepalazzo a Torrecuso (Bn); Condotta di Gelbison all'Agriturismo I Moresani di Località Moresani a Casalvelino (Sa).
Domani, 19 giugno, la cantina I Nobili del Vesuvio di Boscotrecase, con la collaborazione della delegazione Ais dell’area vesuviana presenta "Dora", spumante di Piedirosso.
“L’evento – spiega Salvatore Ingenito, patron dell'azienda – è nato da un’idea di mia moglie Emma, per festeggiare le prime bollicine di piedirosso vesuviano. Protagonista con noi sarà Michele Romano, presidente delle Strade del Vino del Vesuvio, che come noi sta investendo tanto per lo sviluppo economico e turistico di questo territorio".
Il programma prevede alle 19 visita guidata e presentazione dei vigneti autoctoni a piede franco del Vesuvio, a cura di Pasquale Brillante, delegato dell’area vesuviana dell’Associazione italiana sommelier.
Sarà Ariano Irpino, importante centro dell’avellinese, ad ospitare venerdì 19 giugno il confronto annuale tra Capi Panel di tutta Italia, tradizionale appuntamento all’interno della Rassegna Nazionale degli Oli Monovarietali. L’evento, organizzato da Assam, Cra – Oli sezione Spoleto e Il Sole24Ore Business Media in collaborazione con l’assessorato all’Agricoltura e alle Attività Produttive della Regione Campania e Coprovoli (Consorzio di Produzione e Valorizzazione Olio extravergine d’Irpinia), rappresenta un importante momento di confronto e di approfondimento sugli oli extravergini di oliva ottenuti da un’unica cultivar. Caratteristica di questi oli, di cui l’Italia in generale, e la Campania in particolare, possono vantare una produzione ampia e variegata grazie a un patrimonio varietale fuori dal comune, è l’unicità di profumi e sapori, diretta espressione del territorio di produzione.
A fare gli onori di casa sarà il Coprovoli che attraverso il coinvolgimento di 36 operatori, tra aziende agricole e frantoi, svolge dal 2002 un’importante azione di valorizzazione delle pregiate varietà dell’area dell’Ufita, tra le quali spicca la Ravece.
Il programma della giornata che vedrà la presenza di molti esperti del settore sarà caratterizzato da due momenti principali: il primo, tecnico, rivolto prettamente ai Capi Panel e il secondo diretto, invece, alla stampa di settore.
Lunedì 15 giugno, alle ore 16, presso Villa Signorini ad Ercolano, è in programma una tavola rotonda sul tema “Vino biologico: dalla passione di pochi a realtà di mercato – normative, tecnica e marketing”.
Interverranno Giuseppe Allocca, responsabile Sviluppo Attività Settore Primario Regione Campania, Ignazio Garau, direttore dell’associazione “Città del Bio”; Giusi Iamarino, del ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Cristina Micheloni, del Comitato scientifico Aiab, Giovanni Cicia, della Facoltà di Agraria, Università degli studi di Napoli Federico II, l'enologo Nicola Venditti. Modera l’incontro Antonio Corbo, giornalista de La Repubblica.
Al termine dell’incontro la premiazione dei migliori vini campani classificati nella rassegna nazionale BiodiVino per le categorie rossi, rosati e bianchi.
Seguirà la degustazione dei vini premiati ed un buffet con pietanze tipiche locali. L’evento è promosso dall’assessorato all’Agricoltura e alle Attività Produttive della Regione Campania, in collaborazione con l’associazione “Città del Bio” e l’Associazione italiana agricoltura biologica
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